Separazione e divorzio

La separazione e il divorzio: la ricerca di un nuovo equilibrio familiare.

Quando una coppia di coniugi decide di separarsi, oltre al carico emotivo che necessariamente questa decisione comporta, vi è tutta una serie di conseguenze che necessariamente devono essere affrontate e risolte.

Quanto sopra è evidente in particolare in presenza di figli minori, ma non solo.

Anche i coniugi che non hanno figli minori o non economicamente autosufficienti devono sovente affrontare questioni importanti per il loro presente e futuro: ad es. dividere conti correnti, beni mobili ed immobili (autovetture, case, etc. ) con la relativa divisione degli oneri su di essi gravanti (mutui, finanziamenti, prestiti, etc.).

Con la separazione (ma le stesse problematiche si presentano anche in sede di divorzio) cesserà poi la coabitazione dei coniugi e da ciò deriveranno inevitabilmente importanti conseguenze per le parti.

I coniugi dovranno infatti decidere chi continuerà ad abitare la casa coniugale e a quali condizioni, o, comunque, come regolare tra loro il valore economico che l’immobile rappresenta.

Sovente, questa decisione è complicata dall’esistenza di un mutuo sulla casa (chi pagherà in futuro le rate?) e dal necessario esborso economico che almeno uno dei due coniugi dovrà affrontare nel cercare una nuova sistemazione abitativa (come sarà possibile, dovendo già pagare le rate del mutuo?).

A fronte dell’aumento delle spese per ciascun coniuge – inevitabilmente, dal momento che le spese non saranno più condivise – non vi è in genere un corrispondente aumento delle entrate, per cui, normalmente, una coppia che si separa è una coppia che vede ridurre la propria capacità economica.

E’ da queste difficoltà che il più delle volte nascono i conflitti tra i coniugi in separazione / divorzio.

Ciascuno pretende dall’altro quello sforzo economico che gli consenta di aumentare le entrate per coprire le maggiori spese che si sono venute a creare.

Ed è evidente che questa pretesa di carattere economico si fa più forte e perentoria quando uno dei coniugi attribuisce all’altro la causa della separazione.

La pretesa trova allora fondamento nell’intento di “ripagarsi” di quanto sta accadendo e, sovente, anche di “farla pagare” all’altro coniuge, considerato il responsabile della fine dell’unione coniugale e della rottura della famiglia.

In presenza di figli minori, i coniugi dovranno anche decidere i tempi e le modalità di frequentazione di ciascun genitore con i propri figli (ed abituarsi al fatto che vi saranno momenti in cui non staranno con i figli perchè saranno con l’altro genitore).

I coniugi dovranno inoltre determinare in che misura ciascuno di essi dovrà farsi carico delle esigenze di mantenimento dei figli.

Ed è chiaro che ognuna di queste decisioni influisce sulle altre: l’assegnazione della casa coniugale, i tempi di frequentazione dei figli, il mantenimento dei figli ed eventualmente dell’ex coniuge.

Queste “decisioni” così sinteticamente illustrate, sono la base di quelle che – tecnicamente – si chiamano “condizioni di separazione o divorzio” e che devono essere necessariamente prese dai coniugi (ma stessa cosa in realtà vale nella sostanza anche per le coppie di fatto) che affrontano la separazione.

Accanto a queste, vi sono poi molte altre questioni che le parti si troveranno ad affrontare e che, pur non costituendo il “nucleo essenziale” delle condizioni di separazione / divorzio, rivestono comunque una grande importanza nella vita dei coniugi separati/divorziati (ad es. i rapporti con i nonni materni e paterni, come verranno prese le decisioni di maggior rilievo per i figli, etc.).

Diverse sono le strade che possono portare alla separazione e/o al divorzio: al di là delle differenze di carattere squisitamente tecnico, ritengo che la principale differenza stia proprio nel modo con cui i coniugi vogliono (e possono) decidere le “condizioni” alle quali separarsi / divorziare.

Le stesse “condizioni” potranno essere modificate in seguito attraverso le stesse procedure legali.